Il periodo in questione è senz'altro quello più negativo degli ultimi trent'anni. La partenza di Maradona ha lasciato un vuoto nella società e nella squadra non soltanto tecnico; anche i tifosi hanno mostrato i segni di un leggero distacco dalle vicende della squadra. Questo si è mostrato in tutta la sua evidenza con la retrocessione del 1998 quando all'ultima partita erano presenti al San Paolo soltanto 78 spettatori paganti. Non essendoci più il ritorno economico e di immagine derivante dalla presenza di Maradona, il fatturato si è progressivamente ridotto al pari dei risultati ottenuti sul campo; pertanto anche i giocatori migliori sono stati ceduti. A questo si sono aggiunte le vicissitudini personali dell'Ing. Ferlaino che hanno avuto il loro peso anche sul Napoli calcio. Infatti la temporanea cessione delle quote alla famiglia Gallo e l'ultima cessione del 50% delle azioni del calcio Napoli a Giorgio Corbelli (vedi foto), confermano il momento di difficoltà attraversato. Anche dal punto di vista tecnico il momento è stato piuttosto negativo con ben 12 allenatori alternatisi negli ultimi 8 anni. Ma con il ritorno in serie A e con l'ingresso del nuovo socio Giorgio Corbelli, il futuro che poteva sembrare volgere al rosa, si rivelato ben presto ancora tinto di nero. Infatti, dopo un inizio di campionato molto negativo, anche Zeman viene esonerato. Al suo posto viene chiamato Emiliano Mondonico con il compito di portare la squadra alla salvezza. Purtroppo non riesce nell'inpresa e il Napoli precipita in serie B, accompagnato da una scia di polemiche, sospetti e denuncie ("passaportopoli", proprietà comune di Verona e Parma denunciata da Corbelli, ecc.).

1992-93

Il 1° campionato del dopo Maradona si rivela ben presto un campionato di retroguardia. La classifica finale vede il Napoli all'11° posto con 32 punti (-19 in media inglese), 49 reti fatte e 50 subite, con 12 sconfittte, 12 pareggi e soltanto 10 vittorie e con appena 2 punti in più delle retrocesse Brescia e Fiorentina. E' anche il campionato dell'esordio di Fabio Cannavaro (solo 2 presenze). A parte Maradona, vengono ceduti Blanc, Alemao, De Napoli, Padovano, Pusceddu, De Agostini, Silenzi e Filardi, rimpiazzati da Thern, Fonseca, Nela, Altomare, Bresciani, Pari, Policano, Ziliani, A. Carbone e Cornacchia (Inizia così la politica della società di vendere alcuni "pezzi pregiati" per motivi di Bilancio, politica che porterà alla retrocessione del 1998). In panchina siede ancora Claudio Ranieri ma dopo la sconfitta casalinga con il Milan per 5-1 (5^ sconfitta in 9 giornate) che porta il Napoli al terzultimo posto in classifica con 6 punti, viene esonerato. Al suo posto viene nominato Bianchi (vedi foto), già presente in Società con incarichi dirigenziali, che riesce a condurre la squadra alla salvezza, ma senza nemmeno una vittoria di prestigio. Capocannoniere della squadra è Fonseca con 16 reti, seguito da Zola (vedi foto) con 12, Careca con 7 e Policano con 6. Anche in Coppa Italia le cose non vanno meglio perchè la squadra, dopo avere superato Modena e Verona, viene eliminata nei quarti dalla Roma. Anche in Coppa Uefa viene eliminata al 2° turno dal Paris St. Germain (con 2 reti di Weah al S. Paolo). Al 1° turno Fonseca aveva anche stabilito un nuovo record di reti segnate in trasferta in una Coppa europea: ben 5 reti al Valencia.
L'assetto tattico di Bianchi prevede, davanti a Galli, due marcatori fissi (Ferrara (vedi foto) e Corradini), un libero (Tarantino o Nela o Policano), un terzino sinistro (Francini (vedi foto) o Tarantino o Policano), un centrocampo formato da Thern (più arretrato), Crippa, Zola e Pari e due punte (Fonseca e Careca).

1993-94

I problemi finanziari dell'Ing. Ferlaino cominciano a ripercuotersi anche sulla Società Calcio Napoli. Infatti l'Ingegnere decide di cedere il suo pacchetto azionario a Francesco Ellenio Gallo che diventa Presidente. Ottavio Bianchi viene nominato General Manager. Ma la nuova dirigenza continua nella politica di "austerity" già intrapresa l'anno precedente. Sostituito Bianchi con Marcello Lippi sulla panchina, vengono ceduti Zola e Crippa (vedi foto) al Parma, G. Galli, A. Carbone, Careca, Altomare e Mauro. Al loro posto arrivano Taglialatela (vedi foto a sinistra) per il ruolo di portiere, il libero Bia, il mediano Bordin, l'ala destra Di Canio, i centrocampisti Pecchia e Corini e la punta Buso. Con una squadra probabilmente meno forte dell'anno precedente, Marcello Lippi (vedi foto) riesce a raggiungere un tranquillo posto in classifica con 36 punti, 41 reti segnate e 35 subite. In Coppa Italia invece viene eliminato al 2° turno dall'Ancona. Capocannoniere del Napoli è di nuovo Fonseca con 15 reti. Una sola vittoria di prestigio quella casalinga contro il Milan (futuro campione d'Italia) con uno splendido gol di Di Canio. Il Modulo tattico di Lippi prevede: Taglialatela in porta, tre marcatori (Ferrara, Gambaro e Cannavaro con Nela e Corradini di rincalzo), un libero (Bia), ed un fluidificante di sinistra (Francini o Policano); Bordin, Thern e Pecchia a formare una diga a centrocampo e poi Di Canio (o Buso) e Fonseca di punta (con Bresciani di rincalzo).


 1994-95

Ancora movimenti nella compagine societaria: Presidente ancora Francesco Ellenio Gallo, Amministratore delegato Louis Gallo (vedi foto), e poi, tra i nuovi soci, viene nominato Mario Moxedano vice presidente. Sulla panchina Lippi, attirato dalle lusinghe della Juventus, viene sostituito da Guerini. La politica societaria non muta nemmeno quest'anno: vengono ceduti Ferrara (!!), Bia, Fonseca, Gambaro, Di Canio, Corradini, Thern, Francini, Corini, Nela e Bresciani (una vera strage!); questa "corazzata" viene sostituita dai vari Rincon, Agostini, De Rosa, Grossi, Lerda, Luzardi e Matrecano (l'attentatore delle coronarie dei tifosi per i suoi interventi difensivi al cardiopalmo); fortunatamente arrivano anche Cruz, Boghossian e Benito Carbone. Un'altra mossa fortunata è il rapido esonero di Guerini (dopo la 6^ giornata al termine di un Lazio - Napoli 5-1). Al suo posto subentra Vujadin Boskov (vedi foto) con la qualifica di Direttore Tecnico (affiancato da Cané con il patentino di allenatore). Con il suo entusiasmo riesce infatti a dare la carica giusta alla squadra che pian piano raggiunge un tranquillo posto in classifica a 51 punti con 40 reti segnate e 45 subite. Prestigiosa vittoria (due reti di Rincon) sulla Lazio (vice campione) per 3-2, dopo che il primo tempo si era chiuso in svantaggio di 2-0; notevoli anche le vittorie con l'Inter a S. Siro e con il Milan al S. Paolo. In Coppa Italia la squadra viene eliminata ai quarti di finale dalla Lazio.

 1995-96

Le vicissitudini al vertice societario continuano: tra ricorsi, querele e decisioni del Tribunale, Corrado Ferlaino (vedi foto) ritorna al timone della S.S.C. Napoli. Viene riconfermato Boskov alla guida della squadra affiancato da Aldo Sensibile (allenatore). L'opera di smantellamento della squadra, necessaria per coprire le "voragini" di Bilancio, continua anche quest'anno con le cessioni di F. Cannavaro, B. Carbone, Matrecano, Rincon, Lerda, Grossi, Luzardi e Corini. Arrivano Ayala, Baldini, Caruso C., Colonnese, Di Napoli, Pizzi, Scarlato e Taccola. E' un campionato di retroguardia con un 12° posto raggiunto con pochi sussulti (vittoria con l'Inter in casa per 2-1 e con la Lazio per 1-0) e con molte sconfitte (ben13). E' più che evidente la sterilità dell'attacco azzurro con Di Napoli capocannoniere (si fa per dire) con 5 reti, seguito da Buso, Agostini e Pecchia con 4. A differenza dell'anno precedente, le dichiarazioni di Boskov tese a galvanizzare l'ambiente, non ottengono i risultati sperati. Ayala gioca nel ruolo di stopper mentre vorrebbe fare il libero; Cruz a volte viene utilizzato a centrocampo con Pari all'occorrenza libero.L'unica punta Agostini non riesce ad integrarsi nel gioco della squadra.Il modulo tattico di Boskov prevede spesso l'uso di molti uomini a centrocampo per imbrigliare la manovra avversaria, con una sola punta al centro dell'attacco. ma, sia per la qualità dell'unica punta, che per mancanza di rifinitori o di registi, la manovra risulta molto spesso asfittica e priva di sbocchi offensivi (soltanto 28 le reti segnate contro le 41 subite). In Coppa Italia il Napoli viene eliminiato al 1° turno dal Lecce.

 1996-97

L'Ing. Ferlaino, pur rimanendo azionista di riferimento del Napoli, affida ad altri le cariche di responsabilità: Gian Marco Innocenti è Amministratore Unico, Ottavio Bianchi è Consulente Tecnico, Luigi Pavarese Consulente Sportivo. La guida tecnica viene affidata a Gigi Simoni che però, a seguito dei suoi contatti con l'Inter che allenerà l'anno successivo, viene esonerato da Ferlaino il 12/4/97. La squadra viene così affidata a Vincenzo Montefusco per concludere il campionato. Le cessioni più rilevanti riguardano Buso, Pizzi, Pari, Agostini, Tarantino e Imbriani. Arrivano Aglietti, Beto, Caccia, Caio, Crasson, Di Fusco, Esposito M., Milanese, Panarelli, Scarlato e Turrini. Una campagna trasferimenti non molto dispendiosa anche perchè continua, come negli anni precedenti, il ricorso a "prestiti" e "comproprietà" in misura addirittura maggiore che in passato. In Coppa Italia il Napoli raggiunge la finale (persa con il Vicenza ai supplementari) con prestigiosi risultati (eliminate Lazio e Inter); ma in campionato la musica è ben diversa. Ad un girone di andata con ottimi risultati tanto da raggiungere il posto alla 14^ giornata (22.12.1999), segue un girone di ritorno assolutamente disastroso. Il Napoli si classifica infatti al 13° posto a 41 punti con 38 reti fatte e 45 subite. Migliore realizzatore Aglietti con 8 reti seguito da Caccia con 7.

 1997-98

Alla fine tutti i nodi vengono al pettine. Dopo cinque anni trascorsi vendere i "pezzi pregiati" della squadra, non poteva che esserci la Serie B. Inoltre la politica di formare la squadra con giocatori in prestito ha come conseguenza che la società proprietaria del cartellino dei giocatori dimostratisi validi nel corso del campionato, riprendono i loro tesserati lasciando di nuovo scoperto quel ruolo per l'anno successivo. Nominato Bortolo Mutti (vedi foto) allenatore, vengono quindi ceduti gli ultimi giocatori che possono fruttare un po' di danaro per le asfittiche casse sociali; partono Aglietti, Caccia, Pecchia, Colonnese, Milanese, Cruz, Boghossian, Beto, Esposito, Caio, Bordin, Policano e Di Napoli. Arrivano Bellucci, Facci, Goretti, Malafronte, Panarelli, Protti, Rossitto, Sbrizzo, e gli "oggetti misteriosi" Calderon (argentino), Mirko Conte (restituito dopo poche partite), Giannini (che segue le sorti di Mazzone), Prunier (difensore francese) e Raffaele Sergio. Nel corso del campionato arrivano anche lo stanco Asanovic, il serbo Stojak, Allegri e l'argentino Pedros. La pochezza tecnica della squadra diviene immediatamente evidente e Ferlaino cerca di porvi rimedio sostituendo Mutti con Mazzone (vedi foto) dopo che alla 5^ giornata il Napoli colleziona la 3^ sconfitta (6-2 a Roma). Mazzone resta a Napoli solo per quattro partite (ed altrettante sconfitte), sostituito a sua volta da Galeone. Anche con il 3° allenatore le cose non migliorano e dopo la sconfitta pesante di Empoli (5-0) della 19^ giornata, la squadra viene affidata a Vincenzo Montefusco (vedi foto) per essere accompagnata verso una mesta retrocessione. In Coppa Italia il Napoli viene eliminato al 2° turno dalla Lazio rischiando una clamorosa rimonta dopo avere perso per 4-0 la gara di andata.

 1998-99

Dopo il triste campionate della retrocessione, la società punta ad un immediato ritorno in serie A. Ma la situazione finanziaria non è per niente buona: infatti il Covisoc, l'organismo di controllo della Federcalcio, esprime parere negativo all'iscrizione del Napoli al Campionato a meno che non venga trovata una nuova fonte di finanziamento in breve tempo. Così Ferlaino raggiunge un accordo con Tele+ per la cessione dei diritti di immagine per le trasmissioni "criptate" per la cifra di circa 18 miliardi l'anno. Quest'accordo salva in Napoli dal fallimento. Viene nominato allenatore Renzo Ulivieri. Avviene una specie di "epurazione" nella squadra: partono Longo, Protti, Ayala, Crasson, Asanovic, Stojac, Allegri, Calderon, Di Fusco, Zamboni, Bruno, Prunier e Troise. Tra i nuovi arrivi il portiere Mondini, i difensori Daino, Lopez, Mora, Nielsen, Pesaresi, i centrocampisti Flick, Paradiso, Scapolo e Shalimov e gli attaccanti Imbriani, Murgita e Triuzzi. Molti di questi nuovi arrivi sono in prestito o, al massimo, in comproprietà. A metà campionato vengono acquistati anche Mezzanotti, Magoni e, finalmente una punta, Schwoch. In tutto il campionato il Napoli non riesce mai ad inserirsi in classifica tra le prime squadre. Un campionato incolore finito al posto con 41 reti fatte e 38 subite. Migliore realizzatore con 10 gol Turrini, seguito da Bellucci e Schwoch con 6. Anche Taglialatela ha il suo momento di crisi che culmina con la sua esclusione in favore di Mondini. In Coppa Italia il Napoli viene eliminato al 1° turno dalla Lucchese.

 1999-00

E' il campionato del ritorno in Serie A. Sostituito il polemico Ulivieri con il grintoso e tenace Walter Novellino, arrivano anche il portiere Bandieri (ben presto sostituito dal giovane Nando Coppola), i difensori Lombardi, Lucenti, Oddo e Troise, i centrocampisti Alessi, Matuzalem, Miceli e gli attaccanti Bordi (argentino), Robbiati e Stellone. Tra le partenze Murgita, Imbriani, Daino, Altomare, Mondini (in prestito), Taglialatela, Paolo Cannavaro, Flick, Rossitto, Esposito, Shalimov e Paradiso. Ancora molti i prestiti e le comproprietà che l'anno successivo vengono puntualmente perse. Il campionato inizia un po' in sordina, con alcune battute d'arresto inaspettate. Ma, alla 12^ giornata, battendo la Sampdoria al San Paolo per 1-0 (gol di Schwoch), il Napoli arriva ad un punto dalla zona promozione. Poi perde a Cosenza ma la domenica successiva vince con l'Empoli (ancora Schwoch) e torna in classifica. Conclude il girone di andata al 4° posto vincendo a Marassi contro il Genoa (1-0 con gol di Lucenti). Il Girone di ritorno oscilla tra il 4° posto, con la vittoria sull'Atalanta (gol di Stellone), ed il 5° posto per effetto dei numerosi pareggi casalinghi e della bruciante sconfitta di Fermo (3-2), del crollo di Vicenza (3-0) e della sconfitta casalinga (2-3) con il Treviso che così conquista sei punti negli incontri con il Napoli. Alla 31^ giornata la svolta: vittoria a Genova contro la Sampdoria con gol di Asta e Schwoch su rigore); da qui inizia la serie di risultati favorevoli (ad eccezione del tonfo di Empoli per 4-1) che spingono il Napoli in alto nella classifica con 21 punti conquistati in 10 giornate. Conquista così il 3° posto alla 34^ giornata ed il alla 36^, con la vittoria per 3-1 sul Brescia, in un San Paolo gremito da 70.000 tifosi. Infine la matematica promozione conquistata alla penultima giornata a Pistoia con la vittoria per 1-0 con il gol del "magico" SCHWOCH.! A fine campionato l'importante avvenimento dell'ingresso di Giorgio Corbelli (vedi foto) nell'azionariato della Società, assumendone dal luglio 2000 anche la Presidenza; Corrado Ferlaino assume la carica di Amministratore delegato e l'onorevole Clemente Mastella la Vicepresidenza.

 2000-01

Con il nuovo Presidente ed una Società in completo rifacimento in tutti i suoi quadri dirigenziali, riparte l'avventura del Napoli nella massima serie. Selto il nuovo allenatore Zdenek Zeman (vedi foto), vengono ceduti Schwoch, Oddo, Lucenti, Turrini, Bordi, Alessi, Scarlato, Murgita, Lopez (2 mld), Esposito (3 mld), Robbiati (scambio), Scapolo, Turrini, Mora, Miceli, Bandieri, Facci e Coppola. Arrivano in prestito Quiroga, Saber, Paquito, Fresi, Pecchia, Afolabi, Pineda e Edmundo (vedi foto1, foto 2, foto 3); in comproprietà Amoruso (vedi foto)(cmp 8 mld), Husain, Baccin e Tedesco; ed in proprietà Vidigal (8 mld), Moriero (scambio con Robbiati), Caruso C., Jankulowski (4 mld), Urso (800 mln) e, a campionato iniziato, Mancini e Sesa (16 mld).
Ad eccezione dell'amichevole con il Real Madrid nella quale il Napoli mise in difficoltà la "corazzata" spagnola, il precampionato mostra preoccupanti segnali di mancata assimilazione degli schemi di Zeman. In campionato l'andamento è addirittura disastroso: 2 punti nelle prime 6 partite con la pesante sconfitta in casa con il Bologna (1-5). Così, dopo il buon pareggio esterno con il Perugia (concesso un rigore inesistente alla squadra di casa), il "duo" Presidenziale decide di esonerare Zeman chiamando Emiliano Mondonico (vedi foto) a sostituirlo. L'atteggiamento meno spregiudicato e più duttile del nuovo tecnico porta una ventata di entusiasmo che, in poche giornate, consente il recupero dell'abissale distacco creatosi con le altre squadre. Ma alcune partite perse in malo modo (Verona-Napoli) o pareggiate in extremis (Napoli-Brescia) oppure dall'andamento "sospetto" (Parma-Verona 1-2), non consentono al Napoli di iuscire nell'umpresa di restare in Serie A.

 2001-02

Nuovo campionato, nuovo allenatore. Arriva Gigi De Canio (ex Udinese) che però, sin dal primo giorno di ritiro a Brusson, chiede alla Società altri giocatori ritenendo la squadra "non omogenea".
Tra gli arrivi si segnalano i tre difensori Villa, Luppi e eBonomi, che diventeranno ben presto un trio insostituibile per la rretroguardia azzurra. Per il centrocampo arrivano soltanto Bigica, Cristiano (che giocheranno pochissime volte), Ametrano e Montezine, sperando però in un contributo più consistente dell'anno prima da parte di Husain e Vidigal. In attacco arrivano Graffiedi in prestito e Rastelli, mentre, a gennaio, arrivano gli "inutili" Artistico e Pavon.
Purtroppo anche quest'anno l'inizio di stagione è pessimo, anche per la perdurante indisponibilità di alcuni degli uomini migliori (Vidigal, Stellone, Moriero, Sesa, ecc). Ma un ciclo di cinque vittorie consecutiv, tra dicembre e gennaio, riporta la squadra quasi in zona promozione. Decisiva diventa la 33^ giornata con l'inconro Napoli - Reggina con al squadra di Colomba 4^ in classifica con due punti più del Napoli. Ma in un San Paolo gremito da 70.000 spettatori, il Napoli non riesce a scardinare la strenua difesa della Reggina che riesce a strappare un pareggio 1 a 1. Così, anche per quest'anno, si deve rinunciare ai sogni di promozione.
In questo campionato, nel quale la squadra di De Canio ha comunque ottenuto un rispettabile 5° posto con 61 punti, le vicende societarie hanno vissuto momenti particolarmente critici, con la travagliata "liquidazione" di Ferlaino (vedi), con l'arresto di GiorgioCorbelli (vedi), con la nomina di un Amministratore Giudiziario per il concreto rischio di fallimento (vedi), ed infine con l'avvento di Salvatore Naldi, ora unico proprietario del Napoli (vedi).

2002-03

Nuovo cambio di allenatore. Arriva Francesco Colomba fresco di promozione in Serie A con la Reggina. L'attenzione di tutti per quest'avvio di stagione è rivolta ancora una volta alle vicende societarie. Salvatore Naldi è infatti il nuovo proprietario e Presidente della Società (vedi). Nuovo è anche il Direttore Generale Marchetti, ma con un'operatività limitata (essendo il Napoli clasificato in fascia B dalla Covisoc, non può acquistare giocatori se prima non ne vende). L'attuale rosa del Napoli è però poco richiesta sul mercato per cui, al momento, soltanto trattative, contatti, ma nessun rinforzo per la squadra di Colomba, ad eccezione di Dionigi (scambio con la Reggina per Rastelli) ed il 2° portiere Storari (scambio di comproprietà con l'Ancona con Roccati). Ma, per le pessime prestazioni della squadra e la pericolosissima posizione di classifica, il 14 dicembre viene esonerato Franco Colomba; al suo posto il Professore Franco Scoglio che però resta in panchina fino all' 8 marzo 2003. Infatti dal 9 marzo viene chiamato di nuovo Franco Colomba alla guida della squadra. Cambio in corsa anche per il Direttore sportivo; lascia Marchetti ed arriva Giorgio Perinetti che, nel mercato di gennaio, con scambi e prestiti, riesce a portare a Napoli alcuni ottimi calciatori: il portiere Manitta, i difensori Savino, D'Angelo e Martinez, ed i centrocampisti Marcolin, Pasino e Montevino, che contribuiranno alla salvezza conquistata all'ultima giornata.

2003-04

Nuovo cambio di allenatore. Arriva Andrea Agostinelli reduce da due esoneri consecutivi con Ternana e Piacenza. Come ognuno degli ultimi anni l'attenzione dei tifosi nel precampionato è rivolta non soltanto alla campagna rafforzamento della squadra, ma anche alle problematiche finanziarie che riguardano la possibilità di un'esclusione dal campionato per motivi economici. Inoltre l'estate 2003 è stata caratterizzata dalla "vicenda Catania", con i ripetuti interventi della magistratura ordinaria che ha più volte riammesso o escluso il catania dalla Serie B. Comunque il 31 luglio i calendari di serie A e B sono stati varati con la Serie B a 20 squadre ed il Catania in C1; poi, a seguito delle sentenze dei TAR di Catania, Palermo e Reggio Calabria che hanno ordinato la riammissione del Catania in serie B il Governo ha emanato un Decreto Legge cosiddetto "salvacalcio" che ha conferito maggiori poteri alla FIGC e attribuito al solo TAR del Lazio le competenze in materia sportiva. Perntanto, il giorno dopo, la FIGC ha deciso l'allargamento della serie B a 24 squadre "ripescando" oltre al Catania, anche le due retrocesse Genoa e Salernitana (il Cosenza è stato comunque retrocesso per problemi finanziari) ed addirittura la Fiorentina (neo promossa in C1) per "meriti sportivi".

In merito alla campagna rafforzamento della squadra, il Direttore sportivo Giorgio Perinetti riesce a concludere una campagna trasferimenti tra le migliori degli ultimi anni: dopo le cessioni di D'Angelo, Martinez, Savino, Mancini, Villa, Pavon, Storari, Troise, Baldini ed anche Stellone, la risoluzione di contratto con Saber, arrivano i portieri Brivio edArgentati, i difensori Portanova, Zamboni, Sogliano, Cvtanovic, Carrera, i centrocampisti Zanini (migliore giocatore di B del 2002-2003), Bernini, Olive, Montesanto e Montervino e gli attaccanti Max Vieri e Gianluca Savoldi. Purtroppo, dopo tredici partite (dodici disputate ed una persa a tavolino) e tredici punti conquistati con una sola vittoria, Il Presidente Salvatore Naldi ha deciso di esonerare Andrea Agostinelli. Al suo posto l'esperto Gigi Simoni, già allenatore della squadra azzurra nel campionato 1996-97 che riesce a portare la squadra ad una tranquilla salvezza, anche se con alti e bassi nel rendimento complessivo.


Estate 2004

A seguito del fallimento della S.S.C. Napoli Spa di Salvatore Naldi, il 7/9/2004 la curatela fallimentare ha sottoscritto una "transazione" con la F.I.G.C. in base alla quale il titolo sportivo viene attribuito alla nuova Società NAPOLI SOCCER SPA di Aurelio De Laurentiis (al prezzo di circa 31 milioni di Euro) che viene però iscritta al campionato di Serie C1 girone B. Non sono pertanto valsi a nulla tutti i tentativi di Luciano Gaucci di rilevare il vecchio Napoli attraverso il "fitto di ramo d'azienda" il cui contratto era stato stipulato lo scorso luglio con l'Amministratore del Napoli Bellamio.
Infatti, dopo numerosi gradi di giudizio (Tribunale fallimentare, Tribunale civile, Disciplinare, Caf.. T.A.R. del Lazio ecc., Luciano Gaucci si è dovuto fare da parte cedendo alle decisioni di Franco Carraro Presidente della F.I.G.C. e del Tribunale fallimentare. Pertanto, nell'agosto 2004, nasce la nuova "era" di Aurelio De Laurentiis.

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